Il 18 maggio 2026 prenderà avvio il ciclo seminariale “Il lavoro di servizio sociale in emergenza-urgenza”, che vedrà come relatori Gabriele Tomei, Andrea Mirri, Rachele Vitali e Vanessa Trimarchi.
Il corso è aperto a un massimo di 25 partecipanti. L’iscrizione, da effettuarsi tramite il portale Valutami, è valida per l’intero ciclo seminariale. La frequenza attiva e certificata consente l’attribuzione di 3 CFU come esame a libera scelta per la classe L-39.
Si sta assistendo, in maniera sempre più visibile e pressante, all’emergere di un grande e grave quadro di emergenze sociali: di fronte alla scena pubblica, si manifestano fatti, eventi relativi a situazioni personali e familiari di fragilità e di marginalità sociale che coinvolgono ‘pezzi’ della società e strati sociali del tutto nuovi, che impattano sulla vita quotidiana delle persone, e manifestano, quindi, nuovi bisogni a cui i servizi pubblici devono dare nuove risposte, in maniera immediata e tempestiva.
I servizi sociali, infatti, si trovano di fronte, sempre più spesso, di fronte a ‘situazioni di emergenza personale e familiare’ (art. 22, c. 4, let. b, della L. 328 del 2000; scheda 3.7.1., Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021/2023 e 2024/2026), eventi e fatti acuti relativi a situazioni gravemente conflittuali in nuclei familiari fragili, situazioni di violenza e maltrattamento a carico di donne, esplosioni di grave malessere a carico di ragazzi e adolescenti. Eventi tutti ugualmente caratterizzati dal fatto di esprimere un livello di alta e grave problematicità, di essere improcrastinabili, non (sempre) previsti e prevedibili, e che comunque richiedono un intervento qualificato e dedicato, immediato e tempestivo dei servizi sociali.
Il servizio sociale è chiamato, dunque, ad avviare una fase di rinnovamento e cambiamento culturale che deve passare per una riflessione aperta, dinamica, critica dei propri assetti organizzativi ed una capacità di rivalutazione del proprio approccio professionale e delle relative modalità operative.
Almeno ad oggi, in generale, tali emergenze ‘personali e familiari’ vengono gestite spesso e ancora dai servizi sociali sul territorio in modo non specificatamente organizzato e preparato, come invece richiede la legge. Alle richieste urgenti, infatti, provvedono gli assistenti sociali in un’organizzazione di lavoro che in realtà è predisposta e organizzata per una presa in carico programmata e ordinaria, e con un quadro organizzativo e di risorse alle spalle che è coerente con tale vision.
Quindi per superare questa situazione, per riuscire a dare risposte qualificate e pronte a questa tipologia di emergenze in linea con la normativa vigente ricordata, c’è necessità di un approccio metodologico, professionale e relazionale specifico, quello del lavoro di servizio sociale d’urgenza, e la conseguente realizzazione, su tutto il territorio italiano, secondo un principio di uniformità, del livello essenziale Servizio di Pronto Intervento Sociale (SPIS).
In particolare con la pubblicazione della scheda 3.7.1., con indicazioni sicuramente più dettagliate e analitiche di quelle contenute nella legge 328/2000 di cosa sia e di come debba essere realizzato e attuato il Servizio di Pronto Intervento Sociale (SPIS), si pone la necessità, essendo tale servizio un nuovo e sempre più diffuso campo di lavoro professionale anche per gli assistenti sociali, di conoscere in maniera specifica e specializzata sia il nuovo approccio metodologico di servizio sociale d’urgenza sia le modalità di organizzazione e funzionamento del SPIS.
L’Università si colloca in maniera strategica in questo nuova sfida attuativa di questo importante LEPS, come necessaria protagonista per l’affermazione di questa nuova sfida culturale per il servizio sociale, prima ancora che sul piano organizzativo, su quello disciplinare.
Per maggiori informazioni: locandina.

